I negozi si raggruppano a tema; ad un certo punto ne vediamo tre o quattro che preparano corone di fiori per i funerali, naturalmente in strada.
C'è anche il negozio degli animali domestici: mai visto tanti tipi di uccelli diversi in un posto solo. Naturalmente ci sono anche cani, gatti, e chi più ne ha più ne metta.
Un'altra strada è dedicata alla ristorazione. Avremmo tanto voluto sperimentare un localino di strada, ma i metodi di pulizia delle stoviglie ci lasciano un po' perplessi e non vorremmo avere sorprese sgradevoli proprio durante il volo di rientro.
Da qui invece passa la ferrovia, dove corre il "Reunification Express" che unisce Hanoi a Ho Chi Minh City (ovvero Saigon). Evidentemente il traffico ferroviario è molto sporadico.
Rientrati in albergo, ci facciamo portare l'ultimo pho. Il pho è piatto nazionale del Vietnam. Sembrerebbe una cosa banale: fettuccine di riso in brodo, con carne, pollo o gamberetti. Una piccola ma sapiente aggiunta di erbe locali, insieme ad un mezzo lime spremuto al momento, rendono però questo semplice piatto assolutamente irresistibile. Chissà se riusciremo a rifarlo anche a casa.
Nel pomeriggio, per rilassarci dallo stress delle valigie da completare, ci ristoriamo con un cocco locale, di cui si beve il latte dopo averlo aperto a colpi di coltellaccio
Prima di cena, ci incontriamo di nuovo con i nostri amici vietnamiti, che regalano a Giovannino un braccialetto d'argento. Sono stati davvero molto gentili, speriamo di rivederci quando verranno in Europa quest'autunno. Quando ci salutiamo dovremmo tornare in albergo, ma non possiamo fare a meno di gironzolare ancora un po' sul lago Hoan Kiem, illuminato a festa. Insomma, ci spiace proprio di andar via.
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