L'albergo è molto carino: ogni stanza, invece di dare su un tetro corridoio, ha accesso da un ballatoio esterno, da cui si respira il profumo del mare e si sentono tutti i rumori della foresta tropicale (grilli, cicale, uccelli). Scendendo una scala si è subito in spiaggia, quindi non c'è bisogno di mettere il vestito buono, si va direttamente in tenuta da bagno. Insomma, la stessa sensazione di libertà del nostro amato campeggio, con tutte le comodità dell'albergo. Siamo incantati. La stanza è gigantesca, e non ci fa certo rimpiangere i nostri 10 metri quadri all'Army Hotel di Hanoi. Chiediamo un lettino per Giovannino, ci portano un arnese di legno di dimensioni principesche, con lenzuola e paracolpi decorati da paperelle disneyane stampate a vivaci colori. Il pupo non ha mai visto niente del genere e quindi comincia subito a grattarle, forse pensa di poterle afferrare...
Scendiamo in spiaggia e ci mettiamo al fresco sotto gli ombrelloni di paglia. Rispetto allo smog di Hanoi è proprio un'altra vita. Il nostro topolino si mette subito a suo agio e comincia a prendere colore, nonostante sia all'ombra con la protezione 30. In Vietnam l'abbronzatura è roba da contadini, i signori (e soprattutto le signore) di classe si coprono per restare pallidi, ma noi abbiamo un'idea un po' diversa. Speriamo che non si offenda nessuno.

Dopo un po' è veramente difficile resistere alla tentazione di fare un bel bagno, così Giovannino fa la sua conoscenza con il mare!
Dopo il bagno, un bel pisolo ristoratore.
Al risveglio, il nostro piccolo marinaio è più in forma che mai!
Il bello di questo posto è che si sta tanto bene senza doversi muovere più di qualche metro. Verso il tardo pomeriggio però una scaletta che porta ad un sentiero dietro all'albergo comincia a tentarci seriamente. Carichiamo Giovannino nel marsupio e partiamo in esplorazione. Superato il promontorio che delimita la spiaggia dell'albergo, si apre un panorama di isole in lontananza.
Proseguendo, troviamo un'altra caletta simile a quella del nostro albergo.
La spiaggia è frequentata da bagnanti vietnamiti, che vengono a passarci la giornata. Ci sono anche gli spettatori...
Il tempo passa rapidamente e il tramonto fulmineo dei tropici ci coglie sulla strada del ritorno.
Alla sera, l'ultima botta di lusso: il direttore dell'albergo si avvicina per fare quattro chiacchiere e per conoscere Giovannino, quindi ci offre un servizio di baby-sitting per la cena. Dopo due settimane di pranzi e cene col pupo in braccio, non ci pare vero. E' bassa stagione, quindi il personale è poco impegnato: vediamo Giovannino passare da un abbraccio ad un altro e dispensare a tutti larghi sorrisi, mentre noi ci gustiamo un succo di mango fresco e dei gamberoni fritti col cocco. Che dire di più: raccomandiamo questo posto a tutte le famiglie adottive in transito per Hanoi in cerca di refrigerio fisico e morale!
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