Chiamiamo un taxi (non moto) per farci portare in aeroporto. Lungo la strada, il solito traffico delirante a suon di clacson. Guardate un po' questo signore cosa trasporta (ma soprattutto come)
Avvicinandosi all'aeroporto, notiamo il progresso (o cosiddetto tale) che avanza: centinaia di mega-cartelloni pubblicitari appena installati. Chissà cosa troveremo quando torneremo fra qualche anno.
In aeroporto, intanto che aspettiamo l'apertura del check-in, Giovannino ha come sempre grande successo di critica e di pubblico
Siamo un po' preoccupati per come prenderà l'esperienza del volo, ma il battesimo dell'aria di Giovannino sulla tratta Hanoi-Singapore non poteva essere migliore. Vi sembra che abbia un'aria stressata?
Atterriamo a Singapore; siamo partiti ormai 10 ore fa, ma il nostro piccolo viaggiatore non mostra ancora segni di insofferenza: ha dormito in taxi, sul volo Hanoi-Singapore tutte le hostess gli hanno fatto una cera incredibile e l'hanno riempito di regali. Ora, dopo aver approfittato della parents' room (stanza da bagno superattrezzata per lavare e cambiare i cucciolotti pannolati come lui) gioca felice su una copertina provvidenziale che abbiamo steso per terra.
Non ha ancora imparato a gattonare, ma ora riesce a mettersi a quattro zampe e a molleggiare finchè le ginocchia non scivolano un po' avanti. Durante la diretta video Skype, i nonni notano che riesce a stare seduto senza più sbilanciarsi e cascare a terra: ha imparato proprio oggi!
Meno male che in questo splendido aeroporto c'è tanto spazio per muoversi liberamente, perchè con sei ore e mezza di coincidenza poteva essere veramente dura.
Ci imbarchiamo a mezzanotte sul volo per Milano (12 ore, passando su India, Iran, Mar Caspio, Caucaso, Mar Nero, Romania, Ungheria e Slovenia, un bel viaggio): abbiamo i posti in prima fila, che ci permettono di allungare le gambe e una culla per Giovannino. Si vede che gli sta un po' stretta, perché non riesce a girarsi e rigirarsi come fa di solito e manifesta rumorosamente il suo disappunto, ma comunque dorme. Certamente piu' di noi. Cerchiamo di consolarci con la nostra vicina al posto 31F, che viaggia da sola con un figlio di 18 mesi dall'Australia, e quindi si è già sciroppata altre 10 ore di volo prima di salire su questo aereo. Affronta il viaggio con uno stoicismo ed un'efficienza ammirevoli.
All'arrivo, miracolosamente tutti i bagagli ci vengono consegnati nel giro di 10 minuti.
Attendiamo l'arrivo del nonno al terzo piano dell'aeroporto di Malpensa, ancora deserto data l'ora (sono le sei e mezza di domenica mattina). Il confronto con l'aeroporto di Singapore è decisamente sconfortante. In ogni caso, Giovannino dorme beato.
Arriva il nonno, che però sbaglia strada e va alle partenze invece che agli arrivi. Seguono venti minuti di scena degna di un racconto di Giovannino (Guareschi), in cui cerchiamo di raggiungerci a vicenda. L'operazione alla fine va in porto e riusciamo ad imbarcare i nostri 60 chili di bagaglio e il pupo. Il trasporto sul seggiolino per bimbi è un'altra prima assoluta (in Vietnam non esistono), ma anche questa prova viene superata brillantemente. Giovannino si addormenta e ronfa per quasi tutto il viaggio.
E così, alle 11.30, dopo 31 ore di viaggio, Giovanni Khanh Tuan prende ufficialmente possesso di casa sua!
Il nonno costituisce il comitato d'onore di accoglienza.
Poi arrivano la nonna, le zie, i cuginetti dal piano di sopra, e il comitato di accoglienza comincia ad allargarsi. Ma questo è l'inzio di un'altra storia...
Giovannino vi saluta. Venite presto a trovarlo!
