domenica 17 maggio 2009

Una giornata a spasso per Hanoi

Giovannino è un bimbo curioso, da quando ci siamo messi in viaggio per Hanoi non ha fatto altro che guardarsi intorno. Carichiamolo sul porta-pupo e partiamo alla scoperta della città!


All'uscita dell'albergo bisogna essere molto veloci e decisi, per dribblare i conducenti di risciò e i venditori di magliette e cartoline. Non sono molti in città, ma sono tutti intorno ai grandi alberghi frequentati dai turisti occidentali.

Qualche centinaio di metri di quiete, poi Hanoi ci avvolge col suo traffico incredibile. Uno sciame di motorini fluisce senza sosta per le strade. Agli incroci, quando il semaforo passa dal rosso al verde, sembra di essere alla partenza di un gran premio. Veicoli si incrociano in tutte le direzioni, senza peraltro mai scontrarsi. In mezzo a tutta questa bolgia infernale, i volti dei guidatori sono impassibili: gli unici muscoli che muovono sono per suonare il clacson, che viene usato con molta liberalità, senza che nessuno se la prenda.


Giovannino guarda con gli occhi sgranati e sembra molto interessato. Strano, perchè è nato e cresciuto in campagna, in un posto molto tranquillo. Il traffico però lo mette di buon umore. Purtroppo l'ossigeno scarseggia.

Per fortuna dopo un po' di strada arriviamo al lago Ho Hoan Kiem, circondato da una striscia di parco verde. Qui il nostro passeggero si addormenta sereno.



I nostri lettori più attenti si saranno accorti che c'è stato un cambio di cavalcatura. In realtà vi stiamo proponendo una sintesi di alcune giornate ad Hanoi...

A nord del lago, si entra nella città vecchia. Tutte le strade sono un unico mercato: centinaia di botteghe di ogni genere e tipo. Si lavora per strada: l'intagliatore, il lattoniere, il falegname, il fabbro, il meccanico, non c'è distinzione tra il dentro ed il fuori.



Il cielo comincia a farsi sempre più scuro. Una venditrice ambulante di frutta si ripara col suo bilico sotto una tettoia e comincia a coprire la sua merce, e subito dopo inizia un temporale tropicale in piena regola. Tutti si fermano a cercare riparo, e per un attimo al posto del rombo del traffico si sente solo il rumore della pioggia. Poi qualche temerario ben attrezzato ricomincia a sfrecciare sotto l'acqua che scroscia.



Arriviamo alla cattedrale di Hanoi, costruita in epoca coloniale francese, ma a mezzogiorno è chiusa. Per il momento troviamo un'oasi di pace in un tempio buddista che si trova dietro una piccolo arco di muratura dipinto di giallo. Sembra incredibile che tutta la confusione che ci circondava sia qui a pochi passi. Giovannino dorme e sorride nel sonno.



In realtà non siamo soli nelle nostre esplorazioni: condividiamo la nostra avventura con altre sei famiglie che sono venute insieme a noi a prendere i loro bimbi. E' bello trovarsi insieme e condividere questa esperienza straordinaria, sostenendoci a vicenda. Siamo stati tutti molto fortunati: i bimbi sono tutti bellissimi e stanno tutti bene, ma è comunque confortante poter scambiare quattro chiacchiere e sdrammatizzare le piccole difficoltà quotidiane da neo-genitori. La sindrome post-partum è sempre in agguato...

E' ormai l'una, e sulle facce dei bimbi si vedono chiaramente i segni del temporale che si sta addensando: o si mangia subito, oppure passeremo presto guai seri! Compriamo il latte in polvere in un negozio dietro l'angolo, e ci rifugiamo in un ristorante italiano, che si rivela un'ottima scelta, e passiamo un piacevole pranzo insieme. Verso la fine ci dobbiamo improvvisare piccoli lavandai: la digestione di Giovannino è molto attiva, e il pannolino non è proprio a tenuta stagna. La piccola crisi è superata con quattro risate, chiusi in tre nel bagno delle signore del ristorante. Per fortuna che col gestore ci intendiamo bene, così abbiamo tutto quello che ci serve. Dalla terrazza, vediamo la gioventù locale che passa il tempo all'angolo, naturalmente per strada.



Riprendiamo il nostro giro, e andiamo a ritirare un timbro di legno intagliato con un grande drago rosso e tutti i nomi del nostro pupo, che abbiamo ordinato ieri: è bellissimo! Lo useremo per mandare tante cartoline a casa. Dietro l'angolo, un negozio espone dei giocattoli straordinari, fatti con pezzi di bicicletta di scarto. Ci sono moto, draghi, guerrieri, animali, mostri. Ne portiamo via uno, ma torneremo sicuramente a prenderli tutti.



Sono le quattro, torniamo alla cattedrale, dove assistiamo tutti insieme alla prima messa di Giovannino, naturalmente in Vietnamita. Per fortuna abbiamo con noi il testo con le letture in italiano; i suoni e il ritmo di questa lingua sono comunque affascinanti. Ringraziamo della benedizione di un bambino così bello e così buono (almeno per ora...)



Il sole ormai comincia ad avviarsi al tramonto, che ai tropici è veloce come il fulmine. Ripassiamo dal lago e ci sediamo su una panchina, a vedere la gente che passa. Molti si fermano a fare i complimenti a Giovannino-Khanh Tuan: vogliono sapere quanti mesi ha, gli fanno un sacco di feste. Due nonne locali, con due bimbi bellissimi, si siedono di fianco a noi e cominciano a fargli una serie di versi tipicamente vietnamiti. Lui dispensa larghi sorrisi e si butta via dal ridere. E' proprio un topino di buon carattere - speriamo che duri e non si guasti come il papà. Nella panchina di fronte, due morosini locali passano il tempo guardando il tramonto.



Ormai si fa buio, ritorniamo in albergo. E' stata una giornata molto intensa: Giovannino ha visto tante cose, tante quante non ne ha forse mai visto prima in vita sua. Non vuole più addormentarsi, lotta strenuamente contro il sonno per quasi un ora. Poi, all'ennesima sfregatina sugli occhi, cede di schianto e si addormenta così com'è. Come si fa a resistergli?

2 commenti:

  1. alla sera non vedo l'ora di collegarmi per vedere se avete scritto...questa sera racconto e foto fantastici!!!
    vi penso sempre
    la strega michela!!!

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  2. 1° Attività dentro e fuori senza distinzioni ricordo a Milano, anni sessanta, in via orti e dintorni. tutto il mondo è paese.

    2° In fondo non si è guastato tanto neanche il papà, in fondo...
    Nonno Giancarlo e nonna Bisa

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