mercoledì 27 maggio 2009

Abbiamo il passaporto!

Prosegue la nostra avventura senza fine nella burocrazia italo-viet-adottiva. Lunedì 18 andiamo con il referente all'ufficio passaporti di Hanoi, anzi Ha Noi, come la chiamano qui: tutte le parole vietnamite sono formate da una sola sillaba. Facciamo le nostre code con l'aria condizionata, qualche nostro compagno di viaggio commenta che a Roma all'ufficio passaporti se la sogna proprio. In soli due giorni Giovannino ha un passaporto nuovo di zecca della Repubblica Socialista del Viet Nam, con su la sua fototessera bruttina che ci avevano fatto vedere il primo giorno e il motto "Indipendenza - Libertà - Felicità".

Ora Giovannino è ufficialmente il signor Khanh Tuan Nguyen, pronto a prendere l'aereo e venire in Italia, dove prenderà la cittadinanza italiana e il nostro nome di famiglia. Naturalmente un vietnamita ha bisogno del visto per entrare in Italia, quindi andiamo all'ambasciata italiana per farcelo fare. Il console ci assicura che basterà una giornata.

Quasi tutte le famiglie in viaggio con noi decidono di tornare sabato o domenica e approfittano degli ultimi giorni per la classica crociera nella baia di Halong.

Naturalmente il giorno dopo i visti non ci sono, perchè il sistema informatico dei visti Schengen ha qualche problema. Poco male, molti sono in crociera e noi non abbiamo fretta. Aspettiamo ancora. Il giorno dopo finalmente la buona notizia: abbiamo anche il visto! Abbiamo pure la foto bella, che gli avevano fatto in istituto al momento dell'abbinamento e che chissà perchè non ci hanno fatto vedere prima. Contrariamente alla fototessera, dove sembrava un rospetto, Giovannino sorride ed è molto bello.

Il referente ci consegna anche i documenti dell'istituto, in particolare il verbale del ritrovamento, tradotto in italiano: la storia di Giovannino racchiusa in dieci righe. Un rumore alla porta dell'istituto, due persone che si allontanano in motorino e un piccolo davanti alla porta. Ha due camicette, una bianca e una rossa, è avvolto da una copertina azzurra ed ha un cappellino. Lì vicino, un sacco di stoffa e un biberon. Ha circa tre giorni. In qualche modo è stato amato, anche così. Un giorno dovremo raccontarglielo. Per ora possiamo solo provare ad immaginare cosa hanno provato quei genitori, senza riuscirci. Non c'è altro.

Purtroppo una delle sei famiglie che sono con noi e non vede l'ora di tornare a casa non l'ha avuto, si vede che esiste una pericolosa criminale internazionale vietnamita con lo stesso nome della loro bimba, così il sistema Schengen non l'accetta. Mah. Ho l'ingrato compito di dare loro la notizia che non potranno partire sabato, come volevano. Ritornano all'ambasciata per avere chiarimenti, all'uscita un usciere poco accorto gli dice di disdire pure il biglietto, tornano in albergo nello sconforto più nero. Dopo mezz'ora squilla il mio cellulare, è il nostro referente (con cui comunichiamo in inglese, lui è romeno, ma ha sposato una vietnamita), che mi dice: "they have it!" (ce l'hanno!). Mi faccio ripetere bene la cosa tre volte per essere proprio sicuro, poi salgo nella camera dei nostri amici, non so bene come dirglielo senza fargli venire un colpo. Comincio stando sulle generali: "vedete la mia faccia?" e sorrido, ma sono ancora troppo scossi per capire. "Hanno il visto!". La nostra amica inspira di colpo dieci litri d'aria, come se avesse visto una apparizione invece della mia solita faccia, poi mi butta le braccia al collo e comincia a ringraziarmi e a piangere. Solo che io non ho fatto niente di particolare, solo fatto da interprete. Che emozioni! E pensare che ci siamo conosciuti in aeroporto solo dieci giorni fa.

Tra sabato e domenica, quasi tutti partono per tornare a casa. Noi preferiamo tenerci il biglietto di ritorno il 30 e farci un po' di vacanza sul posto. Certo che non vedersi più tutti quanti dà già una certa sensazione di vuoto. E' stato bello condividere insieme questo primo tratto di strada.

2 commenti:

  1. che bel racconto!!!
    fate bene a fermarvi un po' di più!!!
    siete stati tutti insieme per 10 giorni e vi stupite di essere già così legati ai nuovi amici!pensate che noi siamo ancora amici e in contatto con una famiglia di mantova conosciuta in occasione della mia lunga ed estenuante degenza in attesa dei miei due gemelli.i momenti speciali uniscono le persone coinvolte nell'evento per sempre.
    dopo queste perle di saggezza (!?!?!?)vi mando un bacione sperando che voi ricambierete presto con almeno una nuova foto!!! (mi lasciate in astinenza!)miki

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