Poi abbiamo attraversato una interminabile
Dopo la città, una verdissima campagna con mondine dal tipico cappello di paglia a cono, chine a mietere il riso; qualche bufalo d'acqua.
Questa strada sembrava non finisse mai; durante il tragitto ormai eravamo tutti in silenzio a pensare a quello che ci stava per succedere.
Dopo due ore e mezza di caldo torrido in scatola, finalmente, ecco l'istituto Hanoi IV: un centro composto da diverse palazzine basse, tutte decorate da murales realizzati, evidentemente, dai bambini.
La struttura ci ispira fiducia: ci sono altalene colorate, tante piante ombrose e tanto spazio libero. Il direttore ci accoglie calorosamente e ci invita ad attendere che i piccoli si sveglino dal riposino; dopo una interminabile decina di minuti, ci viene detto che possiamo andare a conoscere i bambini, e qui scattano i centometristi! Ci siamo ritrovati accalcati nell'ingresso di una stanzetta piccolissima, con un lettino quadrato grande il doppio del normale: penso che qui dormissero tutti i bimbi presenti nella stanzetta.
Noi non capivamo più niente, non eravamo in grado di riconoscerli: nessuno aveva ricevuto la foto del proprio figlio.
Allora le didi hanno cominciato a chiamarci per cognome: "Cassela?"
Noi non vedevamo niente, perchè chi era già stato chiamato riempiva la minuscola stanzetta, ma vi assicuro che quando ho sentito la voce della didi qualcosa mi ha spostata davanti, come quando la folla ti sposta in un vagone della metropolitana, e mi sono ritrovata davanti un bambino piccolissimo che mi scrutava, e l'ho preso in braccio.
Nostro figlio! Era tranquillo, si comportava in modo normale, voglio dire senza timore di noi, ed isppirava tanta, tanta tenerezza! Ci hanno detto di cambiargli i vestitini, ma poi ci hanno offerto anche quello che indossava, e noi l'abbiamo preso, pensando di metterglielo nel lettino per confortarlo col suo odore, casomai avesse sentito la nostalgia di casa. Nel cortile, il direttore si ferma per fargli qualche complimento.
"Let's go! Let's go!", ci dice il referente Bobo, e tutte le domande che avremmo voluto porre alle didi sulla vita dei nostri angeli sono rimaste in gola: due ore e mezza per raggiungere il posto, due minuti e mezzo per prendere i bambini, e subito altre due ore e mezza per tornare ad Hanoi, alla Casa del Popolo, per la cerimonia ufficiale, detta "del dare e dell'avere".
Sul pulmino, nel ritorno, eravamo tutti storditi dalle emozioni, dalla fatica e dal caldo; alcuni bambini erano più grandi rispetto all'età dichiarata, lasciando sorpresi i neo-genitori; altri si lasciavano portare via rigidi come bastoni, con lo sguardo terrorizzato, senza emettere un suono.
Khanh Tuan animava la compagnia con le sue acrobazie: ha rivelato subito la sua forza e la sua vivacità sgusciando come un'anguilla per seguire con lo sguardo tutto quel mondo che scorreva nei finestrini, tutti quei suoni che, nella quiete dell'istituto, non aveva mai sentito, ed aveva un'aria divertita che conoscevo dai visi dei miei scolari in gita.
Dopo una prima notte intervallata dai pianti di tutti i bimbi, il mattino seguente è stato duro: il nostro piccino ha realizzato che non era in gita...
Si guardava intorno tutto spaesato, piangeva e non ci guardava neanche in faccia. Povero tesoro, era forte anche in questo, però: non ha mai alterato il suo ritmo sonno-veglia con poppata.
Siamo riusciti solo a tenerlo in braccio: non ha fatto altro che dormire e mangiare, sempre in braccio, sempre mogio mogio.
Il terzo giorno però è scoccata la scintilla: ora Giovanni Khanh Tuan sorride, qualche volta ride a crepapelle, gioca, mordicchia tutto (gli stanno spuntando due dentini), va a spasso con mamma e papà e li fa sciogliere con la sua vocina!
Grazie del vostro racconto...ci fa commuovere e ci fa sentire un po' lì con voi....ma a casa dovrete raccontarci un sacco di cose....non vedo davvero l'ora di tenere in braccio il mio nipotino!!
RispondiEliminaIn attesa di sentirci e vederci....baciotti a Giovannino!!
bellissima la mamma con la fascia-porta pupo!!
RispondiEliminae il papà poi! con l'occhiale da sole! wow!
siete proprio bellissimi.....e belle sono anche le scintille d'more che brillano nei vostri occhi stanchi... ma felici!
miki
grazie per il bellissimo racconto ci sembra di essere con voi attendiamo altre notizie zii mario e luciana
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