Il giorno dopo, viene a prendere Daniela col motorino (IL mezzo di trasporto in questa città). La convinco a fare questa esperienza unica. In fondo, il traffico è spaventoso, ma vanno tutti molto piano, per cui non è poi molto pericoloso. Daniela indossa la sua mascherina verde anti-smog come una autentica cittadina di Hanoi, il casco, che qui è tassativamente obbligatorio, ed ecco che partono!
Si potrebbe fare un'altra esperienza forte: prendere uno xe-om, un moto-taxi, ovvero farsi portare in moto da uno di quegli innumerevoli signori che stazionano agli angoli delle strade in attesa di un cliente. Io il coraggio non l'ho avuto. Voi lo fareste?
In questi giorni abbiamo saccheggiato la città vecchia in cerca di regali e souvenir della terra natale di Giovannino. Abbiamo riempito una intera valigia, per fortuna che il nostro piccolo si porta in dote 10 chili di bagaglio extra sul volo di ritorno. Guardate che meraviglia questi pesci-raganella:
Abbiamo anche visitato il parco Lenin, che da poco ha ripreso il nome che aveva negli anni sessanta (Parco della Riunificazione), si vede che Lenin ormai è fuori moda. Lo stile è abbastanza sovietico, è una specie di maxi-Colonie Padane, con un grande lago piuttosto inquinato. La cosa interessante è la vita che pulsa: migliaia di hanoiti vengono qui a correre, giocare, rilassarsi o fare ginnastica. Pochi turisti, direi che siamo gli unici occidentali in giro. Ci guardano (soprattutto Giovannino).
Un paio di gruppi di sole donne di tutte le età fanno ginnastica a ritmo house music dietro ad una cubista esagitata, non se se avete in mente la classica istruttrice di aquagym. Parecchi morosini, tutti giovanissimi e molto timidi, o almeno così sembra a guardarli. Poi magari si rifaranno piu' avanti...
Sulla via del ritorno Giovannino comincia a strillare come un'aquila, attirando l'attenzione. Alla fine riusciamo a silenziarlo con un po' di camomilla. Anche per questa volta è andata.
A proposito di Lenin, osservate questi manifesti, appesi in centro in occasione del compleanno di Zio Ho (Ho Chi Minh, si intende).
Sembra incredibile che nel 2009 si stampino ancora manifesti in stile puro stile sovietico, sia pure con una scelta cromatica, diciamo così, orientale. Se però guardate meglio, chi spunta sotto al volto sorridente di zio Ho?
Domenica andiamo a vedere il Tempio della Letteratura, antica pagoda buddista e centro culturale nel centro della città, sede un tempo di una università, da cui il nome. E' un'oasi di pace nel trambusto degli onnipresenti motorini, fa venire voglia di starci a lungo. Tanti visitatori, in maggior parte giovanissimi.
Nella quarta pagoda viene tenuto un rito buddista. Nella quinta, tre gentili signore suonano musica tradizionale, che fa da sfondo al pranzo del nostro piccolo.
Verso l'uscita, rimango indietro a fare fotografie. Un'assembramento di ragazzine accovacciate suscita la mia curiosità. Mi avvicino. Indovinate chi è l'attrazione del momento...
Alla fine dell'ennesimo giro in città vecchia, saturi di smog, ci rifugiamo nel bar "Little Hanoi" in cerca di refrigerio e di ossigeno. Giovannino risucchia il suo mix latte 1 - latte 2, noi invece ricorriamo ad un ottimo frullato di mango. Chi è cchiu felice 'e nuie?
devo farvi i miei complimenti come al solito!!! potreste davvero pubblicare un libro!
RispondiEliminagodetevi questa bella e sana felicità!!!
notte!